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Biostimolatori dopo i 40: cosa cambia
Dopo i 40 la perdita di collagene accelera. I biostimolatori possono essere uno strumento centrale nel piano di mantenimento.
Dopo i 40 anni, la perdita di collagene accelera in modo notevole. La produzione naturale diminuisce e i segni di cedimento, perdita di supporto e qualità cutanea diventano più evidenti.
Perché i 40 sono un punto di svolta
Non è che tutto cambia all'improvviso, ma c'è una svolta importante: la pelle impiega più tempo a riprendersi, le texture si alterano, il contorno facciale perde definizione. È quando molte pazienti che non avevano mai pensato ai trattamenti iniziano a notare che qualcosa è cambiato.
Cosa apportano i biostimolatori in questa fase
- Stimolazione del collagene endogeno per recuperare densità e tonicità.
- Miglioramento della qualità generale della pelle.
- Supporto alla struttura che sostiene il contorno facciale.
Zone che si lavorano di più
Zigomi, linea mandibolare, collo e décolleté sono le zone che rispondono meglio dopo i 40 anni. L'indicazione dipende da ogni paziente, ma sono solitamente le aree dove la perdita di supporto è più evidente.
Con cosa si combinano di solito?
Con filler per il volume puntuale, botox se ci sono rughe d'espressione marcate e una routine medica attiva. Puoi approfondire nelle pagine dei biostimolatori del collagene e dell'invecchiamento globale.